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Friday, June 03, 2016

Elia Casillas: il Antifaz




il antifaz
Elia Casillas



Senza le mani Ho visto il ghigno nello specchio,
Indosso la maschera,
Io non sarò con questa faccia quando si cammina,
Non voglio vedere me,
la casa non è più il tuo Aromar,
qui, dove ha visto fino a che punto un uomo viene
così vero, così brace
e mi piace dove nessuno ti manca,
solo io e queste parole pugno
e questo penombra
e qual è il tuo nome senza il vostro stasera corpo.
respirazione riscaldata
e il freddo,
uomo rompe piede
e starnazza: si entra complicato todo lo que soy
e mi piace immaginare,
Scuoto come una goccia nel sangue nube temporalesca,
vino ci ravviva
e io tremo di nostalgia
e veglie salvati,
e non importa quanto tardi che è oggi,
quali colori appaiono quando vediamo le stelle,
cosa banale, ma abbiamo visto il cielo
e crash.
Oggi mi sento in ogni libro di parole pulite
Essi stanno raggiungendo desempolvarme,
e l'uva passa improvvisamente
e voi mi insegue
e dimentico i testi perché troppe camere
e abbiamo trascorso
e fantasticare con -now-
e non so dove i volumi finiti,
il mio collo fa male,
indietro Ho gli occhi,
Ho fianchi gli occhi,
Ho gli occhi al petto,
in faccia ho gli occhi
e voglio aprirli
e non riesco a sentire noi in questo,
siamo oggi -Solo per oggi-
e ingombra la libertà
e volentieri lasciarla in quel centro
dove ha pazza una parte di me,
in quel riflettore ruvido
che illumina le mie labbra.
copie Aparto
e mi butto al volante delle ore,
manuali dimenticare,
nei giorni di shelf sarà abbandonato
Non dormo, le tue labbra sono un tonfo in questo insonnia,
insonnia, insonnia, mostro
ora contestare l'euforia
e sotto la gonna ho imparato a leggere voi.
Nei morsi inseguo le nostre voci
e prego per la luna
e ottengo la schiuma che scorre dalla memoria,
notti Ponzona lasciando arie
e io sono il piccolo tavolo dove officiare,
piccoli come i nostri sogni,
Plaudo ai margini di questa immensità
e tu sei un burrone, mi imbatto,
Mi butto nel tuo cuore contro il mondo.
Sotto la pioggia che scrivo,
Scrivo da non perdere,
Scrivo perché il deserto porta a questo testo
e le tue parole mi fanno Trasnoche
i cuscini,
Cedo, le mani ancora una volta questa pausa
che si seppellivano,
Quindi, le dita Lucid
e non voglio scrivere, dico
e vengo a voi, voi, voi,
e rivolgo quei giorni con la mia storia,
le dita bianche complicano la storia,
e io sono il sole disabitata del mio sesso.
Questo pneumatico
e non c'è terreno,
come questo silenzio
e mi tocco il corpo in cui questo sangue lenta tende,
Scopro la mia vita scomoda
e sollevare i piedi non è come al solito,
è più che superare slancio
e bravura, non si è
e lasciare che il letto è un miracolo.


Domenica 22 / Giugno / 2014
Aguascalientes, Aguascalientes

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